Pietro Comuzzo quest’anno al Torino ha l’occasione di mettersi in mostra: spazio e fiducia da parte di Abate per la Nazionale
Quest’anno il Torino ha scelto Abate e il progetto è chiaro: puntare sui giovani italiani del nostro calcio. Un settore da rilanciare dopo ben 3 Mondiali senza partecipazione dell’Italia. Ne sono la prova Mascardi, Cacciamani, Fortini, Casadei, Oristanio, Luongo e Pietro Comuzzo. Quest’ultimo è in prestito dalla Fiorentina, squadra dove è esploso in Serie A. 1 milione di euro per il prestito, 19 per il riscatto in estate. Cosa che accadrà molto, molto difficilmente se la società sarà ancora quella attuale. Ma qui intanto Comuzzo può mettersi in mostra, rialzarsi dopo l’ultima stagione complicata e soprattutto giocare. Abate punta forte su di lui e il suo posto nell’11 titolare non si tocca. Ora spera per la Nazionale.
L’occasione è grande
Nel 2024 Comuzzo è stato convocato da Spalletti in Nazionale Italiana. 2 presenze per lui con la maglia azzurra. Poi però ha fatto fatica lo scorso anno, come tutta la Fiorentina. Qui a Torino per rinascere. Finora esperimento riuscito: 5 partite giocate su 5 tra Serie A e Coppa Italia: 1 gol e 0 cartellini gialli. Sta aumentando la condizione e Mancini osserva in vista del raduno della Nazionale. Se non ora, ma anche nei prossimi mesi, si candida fortemente ad una convocazione ed è quello che spera. L’occasione è grande: al Torino l’ambiente giusto per farsi valere.
Voglia di Toro
Non è stato facile per il giovane classe 2005 lasciare Firenze. Ma adesso si concentra solo sui granata. Contro la Fiorentina ha fatto una grande partita, annullando Mastantuono prima e Gnonto poi. Preciso, pulito e deciso nelle entrate, da braccetto. Queste le sue parole al termine del match vinto dal Toro: “Un’emozione unica, dopo 7 anni tornare qui, poi ho pensato alla partita, a vincerla. Andare via dopo così tanti anni è qualcosa che non ho mai vissuto e un po’ ti fa rimanere male ma sai anche che vai ad affrontare una nuova sfida, in una nuova città in una squadra storica come il Toro. Ma ora penso al Torino e a fare il meglio possibile. A livello tattico il mister mi ha provato sia a destra che a sinistra, io cerco di essere più aggressivo possibile e di essere ordinato in fase offensiva”.
